STG è un’altra sigla con la quale gli amanti dei prodotti di qualità hanno dovuto familiarizzare. Significa Specialità tradizionale garantita e diversamente da altri marchi quali DOP e IGP, si riferisce a prodott
i agricoli e alimentari che siano ottenuti attraverso l’utilizzo di materie prime o con un metodo di produzione o con una composizione che siano tipici d’una tradizione locale. L’Europa ha quindi guardato al passato, al sapere popolare su cui poggiano le antiche tradizioni gastronomiche del «mondo rurale», ai prodotti che hanno alle spalle secoli di usanze contadine e ha voluto offrire un’opportuna protezione giuridica al legame della comunità col proprio territorio e alle produzioni artigianali più tipiche.
Fatemi fare un attimo l’azzeccagarbugli. La certificazione viene introdotta da un regolamento europeo del 2006 che subito evidenzia la centralità del richiamo alla valorizzazione della tipicità del prodotto, restringendo quindi il campo d’applicazione della normativa e definendone l’ambito. Si legge che per “specificità” s’intende «l’elemento o l’insieme di elementi che distinguono nettamente un prodotto agricolo o alimentare da altri prodotti o alimenti analoghi appartenenti alla stessa categoria», mentre per “tradizionale” «un uso sul mercato comunitario attestato da un periodo di tempo che denoti un passaggio generazionale; questo periodo di tempo dovrebbe essere quello generalmente attribuito ad una generazione umana, cioè almeno 25 anni». Per beneficiare della denominazione Specialità Tradizionale Garantita, il prodotto deve essere conforme ad un disciplinare che, a garanzia del rispetto d
elle particolarità che lo caratterizzano, la legge auspica possa essere definito dai produttori stessi. Vi devono essere indicati almeno il nome specifico del prodotto e una sua descrizione, il metodo di produzione tradizionale e se opportuno, la natura e le caratteristiche della materie prime o degli ingredienti utilizzati, gli elementi da cui deriva la specialità del prodotto, quelli che ne attestano la tradizionalità e infine i requisiti minimi e le procedure di controllo della specificità. Ora, alla fine del 208, con un nuovo regolamento della Commissione europea, il Belgio ha visto riconosciuto il prestigioso marchio a ben cinque dei suoi prodotti più tradizionali, ovvero il lambic e tutti i suoi derivati. Insieme ad altri prodotti, finalmente viene tutelata dall'Europa una delle più preziose eredità storiche di questo paese attraverso una certificazione della qualità, del metodo di produzione e della provenienza, fissati in un disciplinare elaborato dagli stessi produttori di lambic. Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per la birra..


