24 febbraio 2010

La III B

Sveglia presto la mattina, evitiamo di far tardi il primo giorno. Caffeone a mezze pinte come energetico per una giornata probabilmente dura e doccione polare per darsi un improbabile tono dignitoso. Dieci minuti di ritardo d’ordinanza. Parcheggio impossibile, praticamente nella provincia accanto e tutti in fila all’entrata di scuola, zainetto in spalla. Ti guardi intorno cercando facce amiche, ma gli altri sono puntuali e stanno già tutti dentro. L’esperienza ti dice che la tua classe sarà la più lontana in assoluto. Sfili con una certa ansia davanti alle aule degli altri corsi, un piccolo distillatore in rame ti indica la via e finalmente arrivi. E’ presto, ma in giro c’è già un bel mischione. Non ti smentisci mai: la lezione della prima ora è bell’e iniziata; daje con la vecchia tattica – pensi al volo - muoviti lentamente e confonditi con gli altri, se sei un buon ninja, nessuno ci fa caso. Pian piano ritrovi tutti, i vecchi compagni e quelli nuovi appena arrivati, i factotum, i prof più temuti e gli altri che danno una mano. Ah, finalmente ti puoi rilassare. Appello mentale, ti giri e guardi i banchi, ma manca qualcuno. Non vedo i compiti di Dano, Riccardino, Nicola, Flibus e Moreno: assenze d’elite che potrebbero pesare parecchio sul rendimento medio della classe. Scoprirai che non è così. Beppe e i boys del Lambrate si guardano intorno giustamente compiaciuti, la condotta ultras non gli impedisce di avere risultati over the top. Campari e Allo gli stanno alle calcagna: dopo un annetto di transizione sembrano avere di nuovo progetti grandiosi. Insieme a Cesare ci si diverte sempre, mentre con Agostino, Sergio e Jurij l’aria è didatticamente più austera. Teo e Leo, ora al banco insieme, negli ultimi tempi sono un pò svaghiti, magari per quel progetto Erasmus a cui si sono iscritti da poco. La ricreazione a metà mattinata è battezzata da un’esigua piadina al crudo che sortisce come unico effetto quello di moltiplicare esponenzialmente la fame. La sete invece sale a livelli beduini e i piedi ti riconducono rapidi sulla retta via. Guardandoti intorno ti accorgi che negli ultimi tempi si sono uniti alla classe elementi di tutto riguardo: l’esperienza di Fausto e Max, la passione di Merlano e Simone Sparaggio, le fresche idee del Sud di Mario Cipriano e Raffaele Longo, i risultati di Alessio Selvaggio, la territorialità di Massimiliano Di Prinzio e la dedizione di Vincenzo Civale e Daniele “Lupo” Cosenza. Senza dimenticare, anzi sottolineando, che è appena sceso in campo anche un pezzo da novanta come Valter Loverier. Qualcuno invece ha raddrizzato parecchio la rotta cambiando anche radicalmente look: il buon Gennaro ora lavora in maniera molto più curata, precisa e affidabile. E il vecchio Marcos, l’anarchico con le cuffie in ultima fila? Promette gran cose Bottoni se riuscirà a non mandare a cagare tutti quanti. Tempo della terza ora e Alex sta già in corridoio al cazzeggio con quelli delle altre classi: è senza dubbio un frontman di un certo livello. Questa volta però tra gli outsider sul podio degli esami a fine anno metto in primis Luigi Recchiuti, poco caciarone ma con alcune intuizioni geniali e Andrea Bertola con la sua disponibilità: non ci metteranno molto a farsi conoscere ancora meglio da tutti i compagni. Meritano attenzione anche Fulvio e Mauro, i due ragazzi delle Alpi valdostane e le iniziative dei ragazzi di Certosa di Pavia.
Alla campanella quasi mi dispiace andare. In buona compagnia le lancette volano, ma li rivedrò domani. Non c’è che dire, è una gran classe. Il giusto mix tra l’innovazione che stimola e la tradizione che sostiene, più tanta passione. E insieme si possono raggiungere risultati straordinari.

1 commento:

Marco Tripisciano ha detto...

Grazie come sempre per il gran contributo che fai alla cultura di questa bevanda.

Non ero a Rimini per motivi personali, ma dal tuo report ho potuto vivere anche io questo evento.

Marco Tripisciano
www.mondobirra.org

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